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L'opera
Madonne si è costruita intorno ad una riflessione che l'autore,
dopo un lungo processo interiore, ha posto al centro della sua ricerca estetica.
Le sue capacità
artistiche, la sua sensibilità, e un lavoro che negli anni lo hanno
portato a confrontarsi con il sistema mediatico, oggi lo proiettano in nuova
dimensione in cui è vitale per sopravvivere “Comunicare al mondo”. Da una fase in cui
il corpo femminile è stato: studiato, fotografato, esaltato e ammirato
quale oggetto meraviglioso, questo si trasforma in “Essere” vivente,
“Essere” umano, “Essere” pensante, “Essere”
messaggio, parola, sentimento. Così,
utilizzando l’unica lingua che il mondo globale ha assunto a modello:
la “mercificazione del corpo” l’autore sovrappone a questo
assurdo sistema delle cose la sua “comunicazione del corpo”. E
di questo vivere, di questo mal ”Essere” l’artista vuole
testimoniarne le conseguenze, sotto gli occhi di tutti ma
apparentemente invisibili. Così, ben sapendo di percorrere una
strada impervia, fatta di censure, ipocrisie, contraddizioni
apparenti, ha affrontato il tema più importante, quello che
probabilmente ci distingue da tutti gli “Esseri” che insieme a
noi condividono questo meraviglioso ma sofferente pianeta: “la
fede”. |
Una
via crucis psicologica che lo ha visto partire dalla ”terribile constatazione” che la Croce cristiana, il simbolo più riconosciuto al mondo,
oggi è stato sostituito in questo millenario ruolo, dalla M dorata
di una nota azienda multinazionale. “Una
croce che che si trasforma in M”. Un passaggio epocale che ha segnato
profondamente il tempo, l’uomo e l’artista. Così
nasce ”Madonne”: la madre di Gesù che con le mani sanguinanti
e gli occhi innocenti implora il cielo. L’opera è
sconvolgente: avvolta da una calotta luminosa che sottolinea la centralità
della figura, la vergine, sofferente sembra in attesa, e le sue mani sanguinanti
mostrano una sorpresa per qualcosa che non sarebbe mai potuto accadere. Il
velo scalzato dalla sua posizione naturale sembra essersi aperto
addosso, poggiandosi come per un miracolo sui suoi fianchi per nascondere
agli sguardi indecenti quel grembo che ha dato, sempre, la vita. Le
gambe, sotto il peso di una sofferenza interiore, barcollano
tentando di resistere alla distruzione che l’umanità ha prodotto. Per
tale ragione il corpo ha un incarnato così chiaro,
quasi che la purezza esteriore raggiunga quella interiore e, nell’iconografia
che vede il bianco a rappresentare tale simbolo, viene visualizzato il
rosso delle mani sanguinati che inevitabilmente incontrano il nostro sguardo.
Così
la cascata di colore si risolve nella verità del volto del personaggio,
e il desiderio di realismo, si manifesta nella architettura fotografica
che pone il volto del personaggio, caratterizzato da forti flussi sanguigni,
al centro della scena, a mostrare il contrasto che il corpo nudo tende
a creare con il povero abito in velo.

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